“20+20”

Diario di

Jan Grenz

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Premessa

n

on si scherza con la salute e con la paura si fa sul serio, sappiamo ora per ora i numeri dei morti, dei contagi e talvolta dei guariti, il mostro è invisibile, minuscolo, ma conosciamo le sue misure, altri numeri espressi in micron, statistiche protagoniste dei sogni notturni, visioni immaginifiche che evolvono in realtà, se un mese fa avevamo previsioni oggi abbiamo delle certezze blande, non hanno imposto un fermo marziale e totale ma siamo totalmente fermi - la comunicazione è strumento di parte si sa - la minaccia invisibile che colpisce trasversalmente induce all'emergenza, eppure oggi si potrebbe viaggiare, si potrebbe passeggiare nei parchi ma la città è vuota e per la paura o per obbedienza e scaramanzia siamo tutti in casa, questo virus uccide, prende persona per persona, quindi può prendere anche te, gli africani venivano qui e rubavano soldi e lavoro ma non a me, non a quelli che conosco direttamente oppure si, non ricordo ora, ma questo virus ha fermato la circolazione dei soldi, virtuali, e la circolazione delle persone, perché davvero può prendere me, eppure una volta ci si auto-organizzava, a rischio di botte, di arresti e di morte, ma questa è morte vera, ci sono i numeri, le statistiche, mica come le statistiche dei morti per incidenti stradali, quello è diverso, oltre 3 mila nel 2018 e oltre 240 mila feriti, ma in macchina ci vado lo stesso, lo schianto lo vedo, perché l'essere e il sapere non possono contraddirsi, eppure si combatte, altrove si combattono malattie assassine e sicari, si aprono campi d'emergenza e si convive tra le macerie nell'aria mortifera, è una realtà, la nostra sembra iperbolica, ma la carne è vera, i corpi seppure assenti son corpi...

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